di Stefano Belelli

I Discus hanno fatto le uova ... e ora ?

Ora iniziano i problemi. E’ facile infatti portare i Discus ad accoppiarsi (vedi Bollettino CIR Aprile 1995 - Esperienze con i Discus), per questo basterebbe un acqua molto pulita con valori di pH abbastanza acidi e basso contenuto di sali disciolti, ma il difficile è svezzare i piccoli una volta usciti dalle uova.
Dopo l’accoppiamento dei pesci, si potrebbe trasportare il substrato di deposizione in una vaschetta con la stessa acqua dell’acquario, un buon aeratore e qualche goccia di blu di metilene tanto da evitare l’ammuffimento delle uova. Qui sicuramente assisteremo alla schiusa e vedremo l’assorbimento del sacco vitellino, fino a riempire l’acquarietto di giovani Discus in cerca di cibo. I piccoli hanno dimensioni abbastanza grandi e potrebbero mangiare naupli d’artemia appena schiusi ...
Be, se qualcuno ci provasse, vedrebbe in pochi giorni svanire il suo sogno.
I piccoli di Discus, infatti, assorbito il sacco vitellino, devono essere nutriti dal muco che si forma sulla pelle dei genitori. Il segnale che la produzione di questo muco sta avvenendo regolarmente, è la colorazione chiara che assume il capo dei due genitori.
Con fremiti e vibrazioni di tutto il corpo i genitori attirano su di loro gli avannotti ed essi cominciano subito a "brucare" instancabilmente la patina mucillaginosa che copre i fianchi e il dorso.
Normalmente l'alimentazione della prole viene sostenuta a turno dalla coppia, così il partner libero può, nel frattempo, andare alla ricerca del cibo e permettere che il muco abbia il tempo di riformarsi.
Quando uno dei due coniugi ha esaurito l’elemento nutritivo, l'altro gli si affianca nuotando parallelamente. Ad un certo punto il primo si scrolla letteralmente di dosso la prole agitando energicamente le pinne e facendo un brusco scarto laterale. Contemporaneamente il partner attira a se l'intera covata con vibrazioni del corpo.
La frequenza del cambio per l'allattamento varia in rapporto allo spessore del muco e del numero degli avannotti da sfamare. Perciò anche se il secreto cutaneo è abbondante, ma la prole numerosa (100- 150) , il cambio può avvenire ogni 5-6 minuti e anche meno, mentre se il nutrimento deve saziare solo una cinquantina o meno di piccoli, il cambio può avvenire ogni 10- 15 minuti.
L’alimentazione dei piccoli Discus dura circa 15 giorni dopodiché accettano anche naupli di artemia appena schiusi.
Anche se i genitori curano i piccoli fino al totale svezzamento, subentrano altri problemi. I Discussini infatti, hanno bisogno di un’acqua pulitissima.

 

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Un metodo è quello di utilizzare una grossa vasca (vedi figura) fornita di riscaldatore in cui viene messo a galleggiare un piatto di plastica fondo in cui vengono tenuti i piccoli. Dentro questo piatto si può immettere una quantità enorme di artemie senza paura di sporcare l’acqua.
Alla fine del pasto si trasportano i piccoli in un altro piatto preventivamente riempito dell’acqua della vasca, e la vecchia acqua viene gettata con i residui di cibo. L’operazione dovrebbe essere fatta di frequente, in funzione del numero dei piccoli.
Questo sistema è sicuramente poco estetico, ma di grande efficacia e va ripetuto per un paio di settimane, fino a quando i piccoli assumono la forma discoidale. A questo punto vengono trasferiti in un acquario munito di filtro sottosabbia dove inizieranno a mangiare il cibo secco.
Anche qui bisogna ricordarsi dei cambi parziali di acqua, facendo attenzione a non utilizzare acqua troppo fredda.
Siccome i Discus fin da piccoli sono pesci territoriali, sarebbe opportuno dividere i più grandi dai più piccoli in modo da dare l’opportunità anche ai più deboli di crescere indisturbati