Statuto

Statuto del CIR

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ARTICOLO 1 - Costituzione e sede

È costituita l'Associazione denominata Club Ittiologico Romano "Giancarlo Iocca" in breve "CIR". 
Il CIR ha per sede legale ed effettiva la sede del proprio Presidente, salvo quanto stabilito dal direttivo.

ARTICOLO 2 - Scopi sociali

1) Il CIR ha come scopi statutari:
a) Suscitare con tutti i mezzi e nel limite delle proprie possibilità l'interesse per lo studio in tutti i campi dell'acquariologia e dell'erpetologia e per la conservazione dell'ambiente naturale;
b) Coordinare l'attività dei soci favorendo gli scambi di materiali, esemplari ed informazioni;
c) Collaborare con le iniziative delle associazioni ed organizzazioni che perseguono gli stessi scopi
d) Promuovere incontri aperti anche a non aderenti al CIR, in cui si discuta e si stimoli la riflessione in merito alle materie di cui ai punti a, b e c

2) Il CIR svolge pertanto la sua attività esclusivamente per finalità di pubblica utilità nel campo dell'educazione, dell'istruzione, ricerca scientifica e protezione dell'ambiente.

3) E' esclusa dagli scopi del CIR ogni e qualsiasi finalità di lucro.

ARTICOLO 3 - Oggetti sociali

1) La partecipazione alle attività svolte dal CIR è libera e aperta a tutti gli Associati.

2)Il CIR potrà compiere qualsiasi operazione ritenuta necessaria e comunque opportuna per il conseguimento degli scopi sociali, quali;
a) Le compravendite e le permute di beni immobili e di beni mobili soggetti a registrazione; 
b) Diffondere con i mezzi ritenuti più opportuni, i risultati e le informazioni derivanti dalle ricerche come all'Art. 2 , sia che esse provengano da Soci del CIR che da terzi.

3)Il CIR mantiene ed estende contatti con aziende, enti, scuole, comunità, altre associazioni culturali mediante delegati opportunamente scelti i quali provvedono alla diffusione dell'attività svolta dal CIR stesso.

4)È fatto assoluto divieto, salvo diversa disposizione di Legge, di distribuire utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale, anche in modo indiretto. 

ARTICOLO 4 - Associati e quote

1) Il CIR è composto di Soci che possono essere persone fisiche, giuridiche o altri enti. Possono essere Soci del CIR tutti coloro che ne condividano e ne accettino le finalità istituzionali e le relative modalità di attuazione, senza distinzione di età, sesso e condizione sociale.

2) Il numero dei Soci è illimitato; qualunque cittadino,anche straniero, può aderire al CIR.

3) Per essere ammessi al CIR è necessario presentare la domanda al Consiglio Direttivo con l'osservanza delle seguenti modalità e indicazioni: 
a) indicare nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapito telefonico, e-mail o equivalente, nonché eventuali altri dati utili al CIR per l'espletamento dei propri servizi offerti; 
b) dichiarare di attenersi alle norme del presente Statuto e alle deliberazioni degli Organi Sociali.

4) E' richiesto al Socio di partecipare attivamente alla vita associativa, nei limiti delle sue disponibilità e propensioni. In particolare nessun Socio potrà vantare maggiori diritti rispetto ad altri Soci in funzione di una sua più intensa partecipazione alla vita associativa rispetto ad altri Soci, di eventuali versamenti di contributi supplementari, oppure dell'aver messo a disposizione del CIR beni propri di varia natura in modo temporaneo o permanente.

5) L'accettazione della domanda di ammissione dà diritto di ricevere la tessera sociale. E' compito del Consiglio Direttivo del CIR il ratificare tale ammissione entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di ammissione.

ARTICOLO 5 - Diritti e doveri dei Soci

1) I Soci sono tenuti:
a) al pagamento della quota di iscrizione e delle quote annue;
b) all'osservanza dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli Organi Sociali, comprese quelle relative ad eventuali integrazioni della cassa sociale attraverso versamenti di quote straordinarie.

2) I Soci hanno diritto di frequentare i locali del CIR e di partecipare a tutte le manifestazioni indette dal CIR stesso.

3) Per l'attività svolta non compete ai Soci alcuna retribuzione.

4) Nessuna carica è retribuita nell'ambito degli Organi Direttivi. Il Consiglio Direttivo può tuttavia stabilire e concedere il rimborso delle spese sostenute da Soci o Consiglieri incaricati di svolgere qualunque tipo di attività in nome e per conto dell'Associazione.

5) Nell'ipotesi in cui il CIR dovesse promuovere iniziative che comportino più intense attività e/o rapporti di collaborazione con il CIR da parte di Associati o Consiglieri, queste saranno regolamentate da specifiche delibere del Consiglio Direttivo che definiranno l'aspetto economico dei rispettivi impegni.

6) Le cause di esclusione e/o di decadenza da Socio sono deliberate dal Consiglio Direttivo, che dovrà redigere apposita relazione motivata.

7) L'esclusione e/o la decadenza da Socio sono deliberate dal Consiglio Direttivo a maggioranza assoluta dei suoi membri e con voto segreto.

8) L'esclusione e/o la decadenza da Socio deve aver luogo, oltre che nei casi previsti dalla Legge, per i seguenti motivi:
a) quando i Soci non abbiano rispettato le disposizioni del presente Statuto, i regolamenti interni o le deliberazioni prese dagli Organi Sociali;
b) quando i Soci si rendano morosi nel pagamento della quota d'iscrizione o delle quote sociali senza giustificato motivo;
c) ove i Soci, in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali all'Associazione.

9) Ciascun iscritto può rinunciare in qualsiasi momento alla propria posizione di Socio. 
Il Socio che intende recedere deve comunicare la propria dichiarazione di recesso al Consiglio Direttivo.

10) Il Socio receduto od escluso non ha diritto al rimborso delle quote associative e degli altri contributi eventualmente versati al CIR, ne sul patrimonio o su qualsiasi altro bene di qualsiasi natura di proprietà del CIR.


ARTICOLO 6 - Organi del CIR

1) Sono organi del CIR:
a) l'Assemblea dei Soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Presidente;
d) il Segretario;
e) il Tesoriere.


ARTICOLO 7 - Assemblea dei soci (composizione e compiti)

1) L'Assemblea dei Soci è organo sovrano per qualunque decisione circa l'indirizzo dell'attività sociale del CIR nonché per le modifiche del presente Statuto.

2) L'Assemblea, composta da tutti i Soci, è Ordinaria o Straordinaria.

3) I compiti dell'Assemblea Ordinaria sono:
a) approvare il Rendiconto Economico e Finanziario annuale ed altri eventuali documenti contabili; 
b) richiamare il Consiglio Direttivo ai suoi doveri, qualora si ravvisino irregolarità nella gestione del CIR;
c) eleggere i membri designati a ricoprire cariche nel Consiglio Direttivo;
d) eleggere la commissione elettorale che controlla lo svolgimento delle elezioni; 
e) discutere ed analizzare le attività sociali svolte nell'anno precedente ed approvare le eventuali proposte dei partecipanti in ordine allo sviluppo dell'attività sociale stessa;
f) approvare regolamenti interni proposti dal Consiglio Direttivo.

4) I compiti dell'Assemblea Straordinaria sono:
a) approvare modifiche statutarie;
b) deliberare l'acquisto di beni mobili e immobili;
c) deliberare lo scioglimento del CIR;
d) deliberare quant'altro non di competenza dell'Assemblea Ordinaria.

ARTICOLO 8 - Assemblea dei soci (convocazione e delibere)

1) L'Assemblea, tanto Ordinaria quanto Straordinaria, è convocata dal Consiglio Direttivo ogni qual volta questo lo ritenga opportuno o necessario e, comunque, almeno una volta all'anno in sede ordinaria per l'approvazione dei rendiconti.
Essa è presieduta da un Presidente nominato dall'Assemblea stessa.

2) L'Assemblea Ordinaria può altresì essere convocata dal Consiglio Direttivo quando ne facciano richiesta almeno un decimo di tutti i Soci.

3) L'Assemblea Straordinaria può altresì essere convocata dal Consiglio Direttivo quando ne facciano richiesta almeno un quinto di tutti i Soci. L'Assemblea dovrà avere luogo entro venti giorni dalla data in cui ne viene richiesta la convocazione.

4) La convocazione dell'Assemblea, tanto Ordinaria quanto Straordinaria, è effettuata con avviso scritto da inviare a ciascun Socio per posta ordinaria o con mezzi informatici o attraverso indicazioni su proprie pubblicazioni, almeno 15 giorni prima della data fissata per l'Assemblea. La convocazione deve contenere indicazioni precise sugli argomenti all'ordine del giorno, la data, l'ora e il luogo dell'Assemblea.

5) Le Assemblee, tanto Ordinarie quanto Straordinarie, sono valide in prima convocazione, con la presenza di tanti Soci che rappresentino almeno la metà più uno dei Soci iscritti e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei Soci presenti.

6 ) L'Assemblea Ordinaria indetta per l'elezione degli organi del CIR è valida se è presente la maggioranza assoluta dei Soci.

7) La votazione nell'Assemblea Straordinaria convocata per modificare lo Statuto o per sciogliere il CIR è valida se deliberano favorevolmente i tre quinti dei presenti con diritto di voto.

8) Hanno diritto di voto nell'Assemblea Ordinaria e Straordinaria tutti i soci Ordinari che risultino iscritti all'atto dell'Assemblea tranne i Soci Onorari.

9) La partecipazione alle Assemblee è ammessa mediante delega scritta rilasciata da un Socio ad un altro Socio.
Ogni Socio delegato non può rappresentare più di tre deleganti.

10) Le votazioni avranno luogo per alzata di mano; la votazione sarà indetta a scrutinio segreto, quando ne faccia richiesta al meno un quinto dei votanti presenti. Per le elezioni delle cariche sociali la votazione sarà comunque tenuta a scrutinio segreto.

11) Le deliberazioni sia in sede ordinaria che straordinaria vengono assunte a maggioranza dei votanti presenti, tranne i casi espressi all'Art.8 comma 7.

12) Tutte le deliberazioni dell'Assemblea dei Soci sono iscritte su apposito libro dei verbali.

ARTICOLO 9 - Il Consiglio Direttivo (elezione, composizione e riunioni)

1) Il Consiglio Direttivo è eletto dall'Assemblea Ordinaria ed è composto da un minimo di due Consiglieri eletti fra i Soci.

2) Qualsiasi Socio Ordinario di maggiore età può essere liberamente eletto alla carica di Consigliere del CIR.

3) I componenti del Consiglio Direttivo durano in carica due anni e sono rieleggibili.

4) Il Consiglio Direttivo è convocato a cura del Presidente e la convocazione delle riunioni potrà essere effettuata anche telefonicamente o a mezzo di strumenti telematici (fax e/o posta elettronica).

5) Il Consiglio Direttivo si riunisce ordinariamente una volta all'anno e straordinariamente ogni qualvolta lo ritenga necessario la Presidenza o ne facciano richiesta un terzo dei consiglieri.

6) Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti il Consiglio stesso, compreso il Presidente.

7) Il Consiglio Direttivo, nella prima seduta, elegge a maggioranza assoluta dei presenti il Presidente, il Segretario e il Tesoriere.

8) Il Consiglio fissa le responsabilità degli altri Consiglieri (o Soci) in ordine all'attività culturale svolta dal CIR per il conseguimento dei propri fini socioculturali.

9) Le deliberazioni del Consiglio Direttivo si adottano a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di parità il voto del Presidente vale doppio.

10) Le dimissioni di metà più uno dei componenti del Consiglio Direttivo comportano la decadenza dell'intero Consiglio. Il Consiglio può cooptare altri membri fino ad un massimo di un terzo dei suoi componenti.

ARTICOLO 10 - Il Consiglio Direttivo (compiti)

1) Al Consiglio Direttivo compete la gestione dell'Associazione. In particolare:
a) redige i programmi di attività sociale previsti dallo Statuto sulla base delle linee approvate dall'Assemblea dei Soci;
b) cura l'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea;
c) redige i bilanci e predispone il Rendiconto Economico e Finanziario annuale e ogni altro documento contabile relativo all'attività svolta, da presentare all'Assemblea ordinaria;
d) formula regolamenti interni da sottoporre alla approvazione dell'Assemblea;
e) favorisce la partecipazione dei Soci alle attività del CIR; 
f) delibera l'accettazione di lasciti, donazioni, oblazioni e contribuzioni varie;
g) deliberare circa l'ammissione, il recesso o la decadenza dei Soci;
h) altre deliberazioni non riservate ad organi specifici dell'Associazione;

2) Il Presidente presiede il Consiglio Direttivo. Il Segretario sostituisce il Presidente in caso di suo impedimento. In caso di impedimento o assenza o decadenza di entrambi, gli stessi vengono sostituiti dal membro più anziano in seno al Consiglio Direttivo.

3) Nell'esercizio delle funzioni il Consiglio Direttivo può avvalersi di responsabili di commissioni di lavoro da esso nominati. Detti responsabili possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo con voto consultivo.

4) Il Presidente ha la legale rappresentanza del CIR, convoca l'Assemblea ed il Consiglio Direttivo, firmandone i relativi verbali, ed ha la responsabilità di far eseguire le deliberazioni adottate dagli organi predetti.

5) Il Segretario si occupa della corrispondenza in arrivo e in partenza, provvede alla tenuta del libro Soci tenendone aggiornato lo schedario, nonchè redige i verbali delle sedute del Consiglio, trascrive quelli relativi alle Assemblee degli associati, curando di sottoscriverli unitamente al Presidente.

6) Il Tesoriere provvede alla regolare tenuta del libro di cassa e degli altri documenti contabili inerenti l'attività economica del CIR nonchè cura la compilazione dei rendiconti annuali e li consegna al Consiglio Direttivo, che ne valuterà la corretta tenuta contabile e legale. Provvede inoltre alla compilazione del rendiconto economico e finanziario annuale, che sarà sottoposto all'esame del Consiglio Direttivo. Il contenuto del rendiconto deve essere chiaro e trasparente; dovrà evidenziare le entrate e le spese generali, oltre a quelle relative alle attività di raccolta fondi.

7) Il rendiconto annuale economico e finanziario è sottoposto dal Consiglio Direttivo all'approvazione dell'Assemblea Ordinaria dei Soci; al rendiconto sarà allegata una relazione illustrativa delle risultanze contabili.

8) Il rendiconto deve essere approvato entro sei mesi dal termine dell'anno solare cui si riferisce il rendiconto stesso.

9) Il rendiconto e la relazione illustrativa saranno iscritti negli appositi libri dei verbali in modo che ciascun Socio ne possa prendere opportuna visione.

10) L'Assemblea delibera la predisposizione del bilancio preventivo, qualora lo ritenga necessario in relazione alle dimensioni raggiunte dall'attività svolta dal CIR, ovvero qualora lo ritenga comunque opportuno. La redazione del preventivo è a cura del Consiglio Direttivo e del Tesoriere.

11) L'esercizio finanziario coincide con l'anno solare, salvo il caso di scioglimento del CIR.


ARTICOLO 11 - Finanziamenti e patrimonio

1) Le entrate necessarie per la copertura delle spese sostenute o da sostenere per il funzionamento del CIR sono le seguenti:
a) quote ordinarie e volontarie dei Soci;
b) entrate derivanti da eventuali lasciti e donazioni;
c) erogazioni e contributi conseguenti a stanziamenti dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e di altri Enti Pubblici e/o Privati;
d) entrate derivanti da eventuali attività commerciali esercitate, i cui proventi devono essere utilizzati per finanziare l'attività istituzionale principale.
e) entrate derivanti da raccolte pubbliche occasionali, anche a seguito dell'offerta ai sovventori di beni o servizi di modico valore, purché questi siano offerti in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

2) Il patrimonio del CIR è costituito dalle entrate derivanti dalle contribuzioni di cui all' Art.11 comma 1 e dai beni e diritti che con le entrate sono stati acquistati o acquisiti per il raggiungimento degli scopi sociali.

3) Entra a far parte del patrimonio del CIR ogni forma di ricerca e/o informazione, scritta o registrata magneticamente o con altre forme, inerente i campi di ricerca relativi all'acquariofilia e all'erpetofilia, svolte dai propri Associati e volte all'aumento e alla diffusione della cultura acquariofila e erpetofilia. Il CIR darà ampia diffusione a queste informazioni tramite i mezzi a sua disposizione, come, ad esempio, Bollettini interni e la rete telematica.

4) Il patrimonio del CIR comprende anche la biblioteca e la videoteca con titoli originali di produzione CIR; queste comprendono anche le informazioni e le notizie diffuse tramite riunioni periodiche e manifestazioni la cui partecipazione è aperta a Soci e non.
Il CIR sarà libero di diffondere queste informazioni tra i propri Soci e simpatizzanti per incrementare la cultura acquariofila e erpetofilia, come al punto b) dell'Art. 2.


ARTICOLO 12 - Scioglimento del CIR

1) Lo scioglimento del CIR è deliberato dall'Assemblea Straordinaria con il voto favorevole di almeno i tre quinti dei Soci presenti in Assemblea e con diritto di voto.

2) L'Assemblea Straordinaria che delibera lo scioglimento provvederà altresì alla nomina di uno o più liquidatori, determinandone i poteri e gli eventuali compensi.

3) In caso di scioglimento del CIR, tutto il patrimonio dello stesso sarà devoluto ad altre organizzazioni che perseguono finalità uguali o simili o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo previsto dalla Legge, ovvero sarà diversamente devoluto fatta salva diversa disposizione di Legge.

Per tutto quanto non previsto dal presente Statuto si farà riferimento alle Leggi e regolamenti dello Stato in materia specifica.

Soci onorari

Le persone che per la loro meritoria opera di divulgazione e/o sostegno all'acquariofilia siamo lieti di annoverare fra i nostri soci onorari.

 

Daniela Rizzo

Socio Onorario del CIR dal 2000, è stata relatore in due serate organizzate dalla nostra associazione sui Ciclidi, inoltre è una attenta frequentatrice della nostra Mailing List, intervenendo con suggerimenti semplici e preziosi.
Di se racconta:" sono una curiosa della natura, da bambina finivo in ogni fosso che trovavo per portare a casa girini, piante, tritoni, tutto quello che potevo, grazie alla complicità di mio padre ed alla pazienza di mia madre."
Crescendo ha continuato, le piacciono i Ciclidi, ma non solo.
Dell'acquario la interessa soprattutto il lato naturalistico ed etologico. 
Le piacciono poco gli accessori sofisticati e, quando sente due appassionati che parlano di accessori sofisticatissimi, di malattie o di grandi ritrovati della tecnica si distrae immediatamente, pensando a quello strano killi che ha visto su una rivista...
Legge avidamente tutte le riviste che può e si tiene in contatto con
appassionati di tutto il mondo. 
Daniela è stata tra i fondatori della nostra associazione (CIR Club Ittiologico Romano) e della Associazione Italiana Ciclidofili ed è dal 1994 responsabile del bollettino AIC, inoltre è nella redazione della rivista di acquariofilia Hydra.

 

Stefano Belelli

E' stato il Presidente della nostra associazione fino a giugno 2001, quando ha passato il testimone a Roberto Taglieri.
Appassionato acquariofilo da sempre, socio del CIR fin dalla prima ora, ha ricoperto per anni la massima carica del direttivo.
Alleva e riproduce da anni in particolare gli Aequidens rivulatus, onerosi impegni lavorativi lo hanno costretto suo malgrado a rinunciare ad cariche ed incarichi operativi nell'ambito del CIR, ma grazie alla sua esperienza continua in qualche modo a partecipare ed a fornire consigli sempre preziosi.
In considerazione del suo impegno, della lunga permanenza alla guida della nostra associazione e per mantenere un legame forte, il direttivo ha deciso di insignirlo dello status di socio onorario a novembre del 2001.

Sensibilizzazione

Il CIR intende sostenere alcune iniziative di sensibilizzazione riguardanti l'ambito acquariofilo, quali campagne tese ad informare il pubblico circa comportamenti errati o lesivi della dignità dei pesci e degli altri organismi ospitati in acquario (in collaborazione con Anita)

NON COMPRATE PESCI COLORATI ARTIFICIALMENTE
Per ottenere particolari colorazioni, peraltro del tutto innaturali, ai pesci vengono praticate delle piccole iniezioni sottocutanee con coloranti teoricamente innocui; ma le sofferenze fisiche che questi animali devono sopportare sono grande fonte di stress, tanto che a 30 giorni dal "trattamento" il 50% dei pesci non sopravvive e quelli sopravvissuti, una volta immessi in acquario, sono soggetti a malattie di ogni genere perché notevolmente indeboliti e dopo circa 60 giorni perdono la colorazione.
Va detto, oltretutto, che queste barbarie sono compiute da bambini sfruttati dell'est e pertanto il problema viene esteso anche ai diritti umani oltre che a quelli degli animali.
Il principale rappresentante di questa sfortunata categoria è il Chanda ranga, un piccolo pesce orientale d'acqua salmastra venduto spesso nei negozi come Chanda color, ma il problema è esteso (in misura minore, fortunatamente) a Corydoras albini, Labeo, Botia, Scalari e Discus, tutte specie conosciute da chi possiede un acquario.

 



NON COMPRATE BETTA SPLENDENS NEI VASI
Il Betta splendens, conosciuto come "Pesce Combattente", è uno dei tanti pesci penalizzati dalla loro capacità di sopravvivere in condizioni estreme: è uno splendido pesce dall'inimitabile livrea, che in natura vive sì nelle risaie, in 10-15 cm d'acqua, ma questi pochi cm d'acqua si estendono per chilometri... è provvisto di un organo, il labirinto, che gli consente di respirare ossigeno atmoferico nel caso l'acqua stagnante delle risaie ne sia troppo povera, e questo ha fatto sì che commercianti senza scrupoli scoprissero che può sopravvivere anche in contenitori piccolissimi, grandi quanto un bicchiere, le famigerate bettiere...
Che tristezza vedere quei poveri pesci, abituati all'estensione di una risaia, costretti in un bicchiere nel quale possono a malapena aprire le pinne... Molti negozianti sostengono che è solo per poco, il tempo di venderli, ma i negozianti seri non usano le bettiere, tengono i Betta in acquari come tutti gli altri pesci, come è loro diritto.
Un'altra crudeltà gratuita verso i Betta è abbastanza recente: si tratta di un piccolo vaso trasparente pieno d'acqua, due -tre litri al massimo, dove "vive" un pesce combattente, con l'imboccatura chiusa da una pianta, in genere uno Spathyphyllum, con le radici immerse nell'acqua dove vive il pesce. Detto dai negozianti ignoranti, a loro volta istruiti da chi li produce, l'insieme è "ecologico" e "autosufficiente": la pianta si nutre degli escrementi del pesce e lui delle radici della pianta...
Peccato che il Betta sia un pesce carnivoro, quindi non in grado di nutrirsi di radici, che abbia bisogno di poter respirare aria amosferica, cosa impossibile visto che la pianta in gen ere chiude ermeticamente l'imboccatura del vaso, e che, non da ultimo, abbia bisogno di piccoli cambi d'acqua regolari, in quelle condizioni almeno settimanali...
Lasciando il vaso com'è, il betta è destinato a morire dopo poco tempo.

Perchè NO AI PESCI ROSSI NELLE BOCCE? Molti se lo chiederanno, anzi troppi... Non è nelle bocce che si tengono i pesci rossi?
Ebbene, no. Se ci fosse una maggiore conoscenza e una maggiore voglia di informarsi in tutti coloro che li comprano, molte più persone saprebbero che i pesci rossi, il cui nome scientifico è Carassius auratus, sono pesci che arrivano in pochi anni a superare i 30 cm di lunghezza, per 2-3 kg di peso (sì, avete letto bene: 3 chilogrammi). Ce li vedete nella vostra boccia da 5 litri d'acqua
Inoltre i pesci rossi sono creature sociali, che amano vivere in compagnia dei propri simili, amano fare lunghe nuotate tranquille, amano curiosare nel loro ambiente, amano esplorarne ogni anfratto. La vostra vaschetta da 10 litri pensate sia adatta? E, infine, tenetevi forte: i carassius sono tra i pesci più longevi che esistono: possono vivere tranquillamente 20-30 anni, alcuni esemplari anche di più (ci sono carassius "vecchietti" di 50 anni ancora vivi e vegeti!!!). Sorpresi? Molti pensano che i pesci rossi vivano per circa 6 mesi, tanto infatti riescono a farli sopravvivere nella loro boccia. Ma non c'è da preoccuparsi: se ne ricompra un'altro nuovo, magari di colore/forma diversa... tanto, costano così poco... :-((((( I pesci rossi, per vivere bene e a lungo, hanno bisogno di un acquario vero e proprio, e bello grande, non di una boccia.
Questa è una consapevolezza che, fortunatamente, si sta facendo largo tra molti acquariofili, ma a volte in modo un po' distorto: sembra che la boccia non sia adatta perchè fa venire ai pesci il "mal di testa" perchè rotonda, e allora si va a comprare una vaschetta rettangolare da 5-10-15 litri pensando di essere a posto. Sbagliato! I pesci rossi non possono vivere nelle bocce perchè diventano dei  pescioni da 30 cm di lunghezza, coda esclusa! Spero che questo chiarisca a tutti che se non va bene la boccia, non va bene nemmeno la vaschetta da 10 litri, e neppure l'acquario da 50: non gli verrà il mal di testa, ma non consentirebbe loro di crescere sani... ci vuole una vasca di almeno 100-120 litri, e solo fino a che non saranno cresciuti ancora del tutto, poi ci vuole ancora più grande! Inoltre, ad oggi nel comune di Roma e in molti altri sono stati emanati molti regolamenti comunali in cui viene dichiarato ILLEGALE detenere carassius e pesci in genere in bocce di vetro, o in acquari di capienza inferiore ai 30 litri. Questo, se pur non risolutivo delle pessime condizioni in cui vengono tenuti moltissimi pesci da cosiddetti "acquariofili", e non tenendo conto che in realtà ci sono anche specie adatte alla vita in mini-acquari, può servire a mettere a qualcuno una pulce nell'orecchio...
E' molto comune vedere nei negozi d'acquari, oltre ai pesci, anche delle simpaticissime piccole tartarughe, tenute in grandi gruppi in acqua-terrari di plastica, che nuotano graziosamente o sostano all'asciutto con la testolina immobile all'erta...
Ogni anno ne muoiono a centinaia, perchè comprate d'impulso, magari per il piccolo che piange "mamma me le compri", senza preoccuparsi di sapere qualcosa su come si allevano, su quanto crescono, pensando di piazzarle da qualche parte in casa come un vaso di piante, come la boccia di un pesce rosso...
Moriranno quasi tutte, per gli stenti, per la cattiva alimentazione, per non aver mai visto la luce del sole che serve a rinforzare il carapace, perchè sono state buttate nella spazzatura dopo che sono andate in letargo e credute morte, perchè sono state abbandonate all'aperto nei luoghi più impensati dopo che sono diventate bestioni da 30 cm di lunghezza troppo ingombranti... E, ricordiamolo, l'importazione in Italia delle Trachemys scripta elegans(la tartaruga dalle "Orecchie Rosse") è stata vietata dal 1997, proprio per l'impatto devastante delle tartarughe rilasciate in natura e sopravvissute a spes
e delle specie autoctone

PESCI "DA NON COMPRARE"
Aggiungiamo questo link ad una dettagliata lista di pesci particolari, che attraggono gli inesperti per forme, colori e comportamenti ma che una volta cresciuti, o anche prima, possono porre grossi problemi a chi li ha messi nella propria vasca.

Servizi ai soci

 

Mailing List e non solo...
Dal novembre 1999 è attivo un servizio di Mailing List, riservato ai soci in regola con l'iscrizione, esse e' fondamentalmente un sistema per tenersi in contatto e scambiare notizie sulle attivita' delle associazione, scambiare materiali, pesci e piante, organizzarsi per incontri ecc., il tutto tramite la posta elettronica.

 

Area Soci
Dal novembre 2002 e' stata attivata un'area riservata ai soci su questo sito i cui contenuti cresceranno continuamente. Attualmente l'area è disabilitata per manutenzione, verrà riabilitata al più presto.

 

Mediateca

Presso la sede sono disponibili per il prestito i libri, le videocassette ed altro materiale (riviste, opuscoli, ecc). 
Per consultare l'elenco dei titoli disponibili è sufficiente accedere alle apposite liste presenti nell'area soci, nelle cui pagine sono riportate le istruzioni per la prenotazione.

 

File area e condivisione documenti

Una sezione appositamente dedicata alla divulgazione del materiale didattico del CIR (serate, foto, relazioni, progetti, sperimentazioni) ed un'altra a disposizione degli utenti che vogliono condividere, con gli altri soci, i loro scatti migliori, testi e articoli preparati su specifiche esperienze.

 

Giancarlo Iocca

Ottobre 2003


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