Archocentrus saijca

di Roberto Taglieri

Archocentrus saijca, ex Cichlasoma saijca, è un ciclide centroamericano originario del Costa Rica.
Ho avuto modo di vederlo durante un viaggio fatto l'anno scorso in questo splendido paese, mentre un ragazzino lo pescava(per mangiarselo) in un laghetto artificiale vicino lo stadio della capitale S.Josè.
Era innanzi tutto più grande della taglia che siamo abituati a vedere dai normali rivenditori; infatti la lunghezza era circa 20 cm. ed i colori ,nonostante l’esemplare fosse già morto, erano splendidi: un connubio di turchese e blu che non aveva nulla a che invidiare ad un discus.
Insieme a questo pesce furono anche pescati dei Ciclasoma nicaraguense anch'essi della taglia di circa 20cm.
Caratteristica dei saijca e comunque anche un'estrema variabilità nella colorazione: nei negozi di Roma sono presenti di solito con la Iivrea di fondo marrone -rosso scuro e con le pinne tendenti al giallo e nero per le femmine ed al rosso intenso per i maschi.
Ho acquistato 5 esemplari lunghi 4 cm. alla fine del mese di settembre e li ho posti in una vasca aperta di circa 80 It. arredata con molte rocce, vallisnerie e papiri.
Compagni di acquario 3 Aequidens Maronii della stessa grandezza.
Alimentando i pesci con lo stesso cibo che uso di solito per i Discus (cuore - manzo - uovo - spinaci) alternando con i fiocchi, ho raggiunto una taglia di circa 6 cm. coda compresa in un mese, notando nello stesso periodo la formazione di una coppia che metteva in opera spesso il rituale tipico dei ciclidi e contemporaneamente scacciava gli altri esemplari.
Questi ultimi (poi rivelatisi 3 maschi) sono stati da me opportunamente allontanati e non appena e avvenuto ciò la femmina ha estroflesso l'ovopositore (molto grande) ed ha iniziato col maschio a creare una buca a ridosso di un sasso .
È incredibile la forza di questi pesciolini che nonostante la giovane età e la piccola taglia nel volgere di due giorni trasportando la ghiaia con la bocca hanno creato una fossa tale da potersi vedere il vetro di fondo.
Sono state poi deposte nella giornata del 20/10 sul sasso a strapiombo sulla buca un centinaio di uova bianco gialle vegliate soprattutto dalla femmina. La livrea di quest'ultima era intanto modificata assumendo un colore molto scuro, seguita a ruota dal maschio.
Comunque per 10 giorni non fu possibile notare nulla, finche il 30/10 sono spuntati una trentina di piccoli di circa due mm. che giravano sempre intorno alla roccia e se si allontanavano erano ripresi dai genitori che li masticavano un po' e poi li risputavano nel gruppo.
Ho poi diviso in due con una lastra l'acquario, ponendo gli aequidens dall'altro lato per evitare predazioni degli avannotti.
Le cure parentali sono premurose e si protraggono per molto tempo. anche se il maschio dal giorno 4/11 ha preso gradualmente la livrea precedente l'accoppiamento e a volte tentava di mangiarsi qualche piccolo.
Nel momento in cui scrivo (23/11) sono restati 10 avannotti lunghi 5 mm, che ancora sono curati soprattutto dalla femmina la quale però sta riprendendo il colore originario, preludio ad un successivo accoppiamento.
Ultima cosa da ricordare che l’acqua è sempre stata quella del rubinetto (pH 7.2 gh 22) con cambi parziali del 20% ogni cinque - sei giorni.
Consiglio a tutti di provare l'allevamento di questi ciclidi perché motto robusti, onnivori, di poche pretese e soprattutto bellissimi.
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