Caro diario

Per un approccio un po’ più scientifico nei confronti dell’acquariologia

di Giovanni Tertulliani

 

Oggi mi sento un po’ “stile” docente, scusatemi.

Forse saranno gli anni che avanzano, però mi sento ispirato a parlare delle mie “memorie”.

Badate bene, non certo la storia della mia vita (ve la risparmio………) ma la storia dell’approccio che, sin dall’inizio, ha caratterizzato il mio rapporto con il nostro Hobby e che, oggi, dopo tanti anni, mi permetto di raccontare agli altri, sperando di fare opera gradita ed utile a tanti nostri amici, giovani ed entusiasti.

Ebbene, fatta questa premessa, buttiamoci sul tema specifico, ovvero, il Diario Acquariologico Personale.

Di che cosa si tratta lo avrete già capito tutti, ma quanti considerano il Diario uno strumento utile?

 

IL DIARIO E’ UNO STRUMENTO UTILE ?

Lasciatemi raccontare la mia esperienza, poi ognuno di voi sarà, ovviamente, libero di trarre le proprie conclusioni.

Era la fine del 1975, avevo 18 anni, non avevo ancora amici acquariofili né mi ero mai posto il problema di comprare un acquario, anzi i miei interessi erano rivolti a tutt’altro.

Un giorno vinco il classico pesce rosso al Luna Park e me lo porto a casa; lo metto in un barattolo di vetro, il più grosso che ho trovato in casa, e pongo il tutto sulla mia scrivania.

Ve la faccio breve, nel giro di un paio di giorni mi viene la cosiddetta illuminazione e con 5000 lire mi compro il mio primo acquario, un 40x20x30 (h) con una stupenda intelaiatura in ferro verniciato di verde. Senza piante, senza filtro e senza luce artificiale (stava di fronte alla finestra).

Ma era già un passo avanti. Non per il pesce rosso che nel giro di un paio di mesi, purtroppo, morì.

Nel frattempo, però, avevo cominciato a documentarmi voracemente, comprando “Aquarium” (praticamente l’unica rivista dell’epoca) e cominciando a girare per i negozi (pochi) esistenti.

Acquistai, così, un piccolo filtro funzionante con pietra porosa ed areatore Rena, un riscaldatore Rena da 50 watt, del ghiaietto policromo fine, alcune cryptocoryne e vallisneria spiralis. Un po’ di sassi trovati nei prati intorno a casa mia mi servirono per completare l’arredamento e l’acquario, riempito con acqua di rubinetto, era pronto per accogliere 1 coppia di Colisa Lalia, 4 Corydoras Aeneus, 1 Gyrinocheilus e 5 Rasbora  Eteromorpha.

Forse avevo un pò esagerato per i miei primi 20 litri netti …...

Parimenti, forse anticipando il mio futuro di ingegnere, decisi di annotare tutti i fatti in un quaderno: pesci (tipo, dimensioni e costo), alimentazione, tipi di piante e frequenza dei cambi d’acqua, furono le informazioni con cui decisi di partire. Era nato il mio Diario Acquariofilo Personale, di cui nella foto seguente si può vedere lo stato attuale della “storica” copertina.

 

IL DIARIO COME COMPAGNO DI PERCORSO

Arricchito costantemente, questo piccolo quaderno si è trasformato, negli anni, in un prezioso compagno di viaggio, con modifiche ed aggiustamenti correlati al progredire delle mie esperienze.

Oggi, ovviamente, non annoto più la frequenza dei cambi d’acqua, ma state certi che ogni nuovo pesce viene registrato annotando ancora le dimensioni, il sesso ed il costo. Anche la data di sostituzione delle lampade ed il loro modello (se diverso da quello sostituito) sono elementi che giudico importanti da annotare, sia per una corretta gestione della tempistica di sostituzione delle lampade sia per valutare con dati di fatto il rendimento delle varie fonti luminose.

Inoltre, misuro ogni pesce morto ed il suo “size” viene riportato nel mio quaderno, con l’indicazione presunta della causa di morte e la data di immissione nella vasca, per consentire una statistica della durata di vita dei pesci nei miei acquari.

A circa 30 anni di distanza dai primi appunti, mi piace rileggere alcune pagine e spesso mi trovo ad arrabbiarmi con me stesso perchè certe informazioni/annotazioni, ormai datate, non sono complete o scritte come le vorrei adesso.

Con l’esperienza è diminuito fortemente il rischio di malattie gravi nei miei acquari; ormai sono anni che, fortunatamente, me la cavo in maniera soddisfacente. Eppure, quante annotazioni ritrovo tra le pagine del mio Diario, con citazioni di pesci che compiono le più strane evoluzioni e poi muoiono improvvisamente, oppure che si riempiono di puntini bianchi di varia natura, mai uguali tra di loro, oppure che smettono di mangiare. Registrare di volta in volta tutto quanto, soprattutto il tipo di medicinale usato, i sintomi ed i risultati della cura, è stato di grande aiuto per mantenere una memoria storico-scientifica degli avvenimenti; tutto quanto fa brodo per accrescere la nostra consapevolezza e la nostra padronanza della materia.

 

 

IL DIARIO COME FONTE OGGETTIVA DI    RICORDI

Io credo che sia molto difficile mantenere un oggettivo ricordo degli avvenimenti facendo conto sulla sola memoria. Il tempo passa e, come siamo soliti dire, “appiattisce e sfuma i ricordi”.

L’acquariofilo moderno non può permettersi di perdere per strada il ricordo di un errore compiuto, per esempio, nell’utilizzo di un medicinale oppure nella scelta di una lampada. Come non è pensabile che gli elementi significativi di una riproduzione riuscita o mancata non vengano ben memorizzati.

In tal senso il diario diventa uno strumento indispensabile per rileggere a posteriori, in maniera anche critica, la nostra storia di acquariofili, senza subire gli inganni della memoria.

Affrontiamo la questione dal punto di vista statistico; provate a chiedervi, molto banalmente, andando a ritroso nel tempo, quanto è vissuto ciascuno dei pesci transitati nei vostri acquari, oppure qual è stato l’effettivo accrescimento dei vostri pesci in funzione del tempo; sono convinto che le idee non sarebbero molto chiare e le risposte non molto precise.

Vi faccio un altro esempio, riferito al marzo 1981, rilevo dal diario che per un certo periodo ho fatto esperimenti con acido muriatico in un acquario per verificare la correlazione con l’aumento dell’acidità. Avevo totalmente rimosso dalla mia memoria questo episodio e, se non avessi riletto il testo scritto, nemmeno mi ricorderei di aver compiuto questo “misfatto”. Ebbene leggo oggi, a distanza di anni, che utilizzando delle formule tratte dai miei testi universitari di chimica mi ero “inventato” delle percentuali di diluizione che, leggo testualmente dal mio diario, “hanno portato alla morte di tutte le lumache, mentre i pesci (cichlasoma meeki) se la sono cavata con una presunta irritazione (?) in quanto per giorni si sono strofinati su rocce e legni”. Vi risparmio l’elenco delle dosi applicate.

Cosa significasse irritazione per me a quel tempo, non lo ricordo, però certamente, non mi azzarderei più ad usare l’acido muriatico in acquario.

E quella volta sono stato fortunato.

 

IL DIARIO COME FONTE DI DATI PER ARTICOLI

Credete che sia facile scrivere un articolo in tempo reale ? Mi spiego meglio.

Se avete una vasca sola e decidete di allevare una specie di pesci per un periodo di tempo sufficiente a descriverne con completezza la riproduzione, sicuramente riuscirete anche a scrivere un articolo interessante, contemporaneamente all’allevamento dei pesci, sempre che abbiate tempo a sufficienza. Ma se il numero degli acquari comincia a crescere, uno, due, tre ecc. ecc., se dovete lavorare o frequentare i corsi di studio e poi tornare a casa e studiare, se magari avete anche figli di varie dimensioni e numero, insomma se non siete un vero e proprio aquariofilo professionista, credo che potrebbe essere molto difficile riuscire a portare a compimento contemporaneamente più articoli su pesci diversi.

Anche in questo caso il diario vi viene incontro perché vi consente di riprendere le fila di una storia acquariologica a posteriori, quando avete trovato il tempo e la tranquillità per trasformarla in un “promemoria” per altri amici appassionati, riuscendo così a trasferire appieno la vostra esperienza.

 

 

COSA E’ IMPORTANTE REGISTRARE

Oggi non è più come una volta, si usano preferibilmente i computer ed i loro programmi di scrittura, piuttosto che “scribacchiare” su un quaderno.

Cambiano gli strumenti ma non i contenuti: restano, infatti, pressochè invariati gli elementi da registrare.

Il mio personale suggerimento è quello di considerare quattro filoni principali:

Dati tecnici

-         Lampade (tipo, wattaggio, date di sostituzione, costo)

-         Apparecchiature varie (tipo, data di installazione, costo)

Dati chimico-fisici (da rilevare soprattuttutto nei momenti salienti, per es. riproduzione, ecc.)

-         Temperatura, ph, durezza ed altre grandezze ritenute rilevanti

Eventi significativi

-         Inserimento/morte/cessione riferiti sia ai pesci tenuti nelle proprie vasche

che alle piante più significative

-         Riproduzioni (piante e pesci)

-         Malattie e terapie

-         Comportamento intraspecifico

-         Fertilizzanti

Caratteristiche dei singoli pesci e delle piante

-         Tipo

-         Costo

-         Dimensioni (ingresso ed uscita)

-         Alimentazione

-         Varie

 

 

CONCLUSIONI

Capisco come possa apparire noioso o inutile dedicare del tempo all’attività che ho descritto, tenuto anche conto della frenesia che caratterizza la nostra vita quotidiana.

Però teniamo bene a mente che, se tra gli obiettivi del nostro HOBBY c’è anche il riavvicinarci alla natura, il vivere “lentamente”, apprezzando ogni momento della giornata, il goderci il nostro tempo in poltrona davanti ad un fantasmagorico acquario, allora anche scrivere un Diario, oltre che utile, potrà diventare “salutare”.

 

GIOVANNI TERTULLIANI (C.I.R.)

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