Gita a Rio Norcino

Un angolo di paradiso alle porte di Roma, di Francesco Zezza.

 

Il giorno 6 giugno 2010 si è tenuta l'escursione - organizzata dal CIR - Club Ittiologico Romano - lungo il corso del Rio Norcino, un torrente che scorre all'interno di una folta e ricca vegetazione nei dintorni delle campagne romane. La passeggiata, di circa 5 km, ha visto momenti molto interessanti che hanno consentito di osservare e studiare la biodiversità lungo il percorso,

in un ambiente ancora quasi del tutto incontaminato, dove la natura è padrona e dove è ancora possibile ascoltare in silenzio i rumori del bosco e dei suoi abitanti. L'ambiente è ombroso, incassato per un lungo tratto sotto una parte di roccia scura e verticale, la vegetazione contra – tra l’altro – querce ed ontani, abbondanza di rovi ed ortiche lungo il sentiero con conseguente difficoltà (modesta) di cammino.

 

Il percorso ha portato tutti i partecipanti fino al primo salto d'acqua che scatursce  da un dislivello del torrente (Rio Norcino, appunto) che in questo periodo - complici anche le abbondanti precipitazioni della lunga stagione invernale - è carico di acqua. Il salto è quindi spettacolare, alto circa 10 metri così come davvero unico è ascoltare il rumore dell'acqua che, dopo il salto, scorre lentamente lungo il letto del torrente. Il fiume alterna tratti di corrente ad altri di acqua ferma (con marcati fenomeni di marcescenza di sostanza vegetale caduta in acqua) dove la trasparenza dell’acqua – solitamente elevata – è modesta o nulla. Nelle zone di acqua cheta si notano molte idrometre sul pelo dell’acqua e larve di insetti vari (non solo zanzare) in quelle basse, marcata la presenza di libellule, molte nere ma anche rosse oppure le più classiche sui toni del blu/azzurro/grigio.
Alcune semplici misurazioni dell’acqua – eseguite in situ - recitano:
Conduttività: 500 MicroSiemens (ed oltre),
pH: 8,5/9,0: in linea con la conduttività elettrica, molto meno con la presenza (vedi colore dell’acqua) di acidi tannici dovuti a rami, radici e foglie caduti in acqua.
Temperatura: 19.8° C – 21,0° C (valore che cozza abbastanza con la percezione della temperatura “al tatto” = piedi in acqua). Il fondo, per la più parte, è formato da sabbia di granulometria piccola/piccolissima nei toni di colore dal beige sino al caffè con ciottoli sparsi, grossi rami presenti in acqua sovente impediscono/rallentano fortemente il decorso dell’acqua, sono presenti – localmente – grossi massi e pietre di colore grigio più o meno scuro e dal profilo arrotondato, le foglie cadute sono – più o meno - ovunque. La vegetazione acquatica (propriamente detta) è abbastanza ridotta: credo di riconoscere qualcosa che assomiglia molto a Vesicularia dubyana, ma dovrebbe essere Fontinalis antipiretica molto più “logica” a queste latitudini, stesso discorso vale per quella “di ripa”, praticamente limitata ad alcuni “ciuffi” di, credo, iris acquatico nelle zone sabbiose.
In acqua – sopra la cascata – nuotano dei vaironi (o forse dei triotti) più in basso (dopo il bel salto d’acqua) si rinvengono delle alborelle (if) entrambe con abbondantissima prole, sono presenti anche molti girini, a differenti livello di sviluppo, comunque tutti non oltre la fase che prevede lo sviluppo delle gambe posteriori. Esiste qualche piccola perplessità nella identificazione degli esemplari presenti ma non inficia il discorso ne sminuisce la qualità dell’ambiente.

Preferiamo però che a parlare siano le immagini, e quindi - di seguito - troverete una breve sequenza di scatti che sono la testimonianza dello splendore della natura ed - al tempo stesso - dell'aggregazione e anche dell'amicizia che da sempre, noi del CIR, promuoviamo come una delle componenti fondamentali del nostro modo reale, tangibile e basato sui rapporti umani, di fare associazione.

 

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